Ogni ferita è una notifica evolutiva: nel punto che fa male si nasconde il talento da risvegliare.
La ferita non è un difetto da curare ma una porta da attraversare: quando si riattiva, chiede trasformazione.
Il lavoro non è “essere forti”, ma sviluppare leadership animica: saldezza, presenza, connessione con sé.
Quando l’adulto riconosce e integra la sua ferita, si apre al proprio talento e diventa capace di vedere e nutrire quello dei figli.

Valentina Spignoli
