La relazione si inceppa quando il genitore scende dal suo ruolo e il figlio è costretto, emotivamente, a salire su un piano che non gli appartiene. Il ritorno alla posizione corretta libera entrambi: l’adulto torna guida, il figlio torna figlio.
L’inversione si manifesta quando il figlio si protegge dal genitore (chiusura, scontro, fatica) perché percepisce pretese, aspettative o bisogni emotivi che non gli competono.
Il rapporto genitore–figlio non è reciproco: il genitore dà e il figlio riceve. Quando questo principio si rompe, emergono confusione, colpa, mancanza di sicurezza.
Tornare al proprio posto significa recuperare leadership, confini, comunicazione non invasiva: e così il figlio torna a rilassarsi, riaprirsi e liberare il proprio potenziale.

Valentina Spignoli
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